Firenze – SMS di Rifredi, nel pomeriggio del 1° di aprile, fino ad ottanta le persone presenti, ritrovate insieme per ridare vita ai sogni di Gabriella, al ricordo che ha riportato al passato per fare rivivere la speranza nel futuro.

I progetti, nati a partire dai bisogni delle persone con disabilità (spastici, paraplegici, tetraplegici…), mostrano oggi tutta la loro importanza ed urgenza di realizzazione, perché chi oggi ha necessità di ricoveri prolungati non debba sostare dentro la struttura ospedaliera ma possa abitare (temporaneamente) dentro le “casine” (luoghi “aperti”, sociali prima che sanitari, dove la qualità di vita non sia segnata da quel che abita le strutture chiuse).

“Io non vi ho cercato per dirvi parole, io vi ho cercato per dirvi speranze io non vi ho cercato per perdere tempo, io vi ho cercato per stare nel tempo.”

Con le sentenze poetiche, presenti nel testo “Io chi”, Gabriella ci ha lasciato messaggi, che nel pomeriggio di ieri sono stati portati attraverso le testimonianze: la famiglia, con Beppe (dall’Ecuador collegato), Stefania (la nipote) ed Adi (il figlio) che hanno toccato potenti corde emotive di insegnamento della Gabriella Donna; le lotte, narrate da Beniamino Deidda e Giulia Malavasi, dove gli anni ’60 e ’70 sono diventati racconto e materia viva rispetto al tempo odierno in cui dobbiamo continuare a vivere la Gabriella Compagna; l’Unità spinale di Careggi, nata grazie all’energia di Gabriella Donna con disabilità, per giungere alle testimonianze di quelle persone che oggi vivono portando su di sé il significato di essere Uomini con disabilità; l’incontro si è chiuso recuperando il senso dell’ultimo sogno: “Casa Gabriella”, cornice dell’occasione di essere insieme le note di Letizia Fuochi e le poesie di Gabriella Bertini.

A noi il compito di continuare, perché i diritti delle persone fragili siano resi esigibili, perché la sofferenza (specie quella collettiva) possa essere incanalata “verso la richiesta di giustizia”. Gabriella ha vissuto e ancora vive dentro vecchie e nuove progettualità.

“Ti lascio per memoria un sogno e per ricordo un canto, ti lascio per lezione la pazienza e per gioco la vita, ti lascio e vi lascio il mio amore per tutto”.

Emanuela Bavazzano