Genocidio a Gaza
Un gruppo di soccorso sanitario della Mezzaluna rossa è assediato a Rafah dall’esercito israeliano e non si conosce da oltre 24 ore la sorte dei suoi membri.
A Khan Younis è stato bombardato l’ospedale Nasser, provocando l’uccisione di 5 persone.
L’offensiva generalizzata israeliana in corso, per terra, aria e mare, ha portato il numero totale delle vittime dell’aggressione contro la popolazione di Gaza a superare i 50 mila uccisi e 113 mila feriti.
Situazione umanitaria
Il commissario dell’Unrwa, Philippe Lazzarini ha denunciato la situazione drammatica nella quale si trovano gli abitanti di Gaza:
“Sono trascorse tre settimane da quando le autorità israeliane hanno vietato l’ingresso di rifornimenti a Gaza.
Niente cibo, niente medicine, niente acqua, niente carburante.
Un assedio serrato, più lungo di quello attuato nella prima fase della guerra.
La popolazione di Gaza dipende per la propria sopravvivenza dagli aiuti internazionali che arrivano tramite il territorio israeliano.
Ogni giorno che passa senza l’arrivo degli aiuti significa che più bambini vanno a letto affamati, le malattie si diffondono e la privazione aumenta.
Ogni giorno senza cibo avvicina Gaza a una grave crisi alimentare.
Vietare gli aiuti è una punizione collettiva contro la popolazione civile”.
Cisgiordania: pulizia etnica e deportazione
Inasprimento dell’offensiva su Jenin e Tulkarem con l’arrivo di nuovi rinforzi militari, distruzione di interi quartieri e la deportazione degli abitanti nativi.
A Jenin ieri sono stati demoliti con bulldozer e dinamite 66 difici residenziali con 300 appartamenti.
A Tulkarem, gli abitanti di 12 case sono stati costretti ad abbandonarle, con un preavviso di 4 ore. Irruzioni e rastrellamenti hanno riguardato ieri Nablus, Betlemme, Qalqilia e Ramallah.
Il numero totale degli arrestati ieri è stato di 54 attivisti.
Sono stati rinnovati gli arresti amministrativi di altri 65 detenuti senza accuse e senza processi, alcuni dei quali si trovavano in carcere da 3 anni.
Il governo israeliano ha approvato il riconoscimento di 13 colonie selvagge.
Un’azione illegale dal punto di vista delle leggi internazionali.
Prigionieri
Un minorenne palestinese di 17 anni è morto nel carcere israeliano di Megiddo.
Era stato arrestato all’età di 16 anni, nell’agosto 2024, senza accuse e senza processo sulla base dell’arresto amministrativo.
Waleed Khaled Ahmad era di Selwad, vicino a Ramallah.
Il suo corpo è rimasto in ostaggio all’esercito israeliano, per non far conoscere le cause del decesso. È il 63esimo prigioniero palestinese morto in carcere israeliano sotto le torture degli aguzzini nazisti, dall’inizio della guerra contro la popolazione di Gaza.
Israele
Il governo israeliano ha approvato la formazione di una commissione militare per l’applicazione del “piano Trump” per Gaza.
La commissione ha il compito di creare le condizioni per la deportazione della popolazione di Gaza.
Per addolcire l’immagine brutale del crimine di guerra e contro l’umanità, si parla di trasferimento volontario verso altri paesi.
La stampa di Tel Aviv afferma che l’organismo che il governo israeliano ha votato per sfollare i palestinesi ha come obiettivo il trasferimento di cinquantamila abitanti di Gaza al mese, indicando che l’esercito avrebbe facilitato l’uscita di tutti i residenti di Gaza che lo desiderano per congiungersi con i parenti all’estero il prima possibile.
Turchia
Manifestazioni oceaniche ad Istanbul in molte altre città turche in seguito al pronunciamento della Corte penale per il trasferimento in carcere di Ekerim Imamoglu, sindaco di Istanbul e futuro sfidante di Erdogan nelle prossime elezioni anticipate.
Il neo sultano vuole vincere facile, togliendo di scena tutti i possibili sfidanti capaci di sconfiggerlo.
Imamoglu ha respinto tutte le accuse di corruzione rivoltegli.
Prima della sua incarcerazione ha rivolto un appello alla gente del suo partito di scendere in piazza per difendere la democrazia. “è un’onta nella storia della nostra democrazia, ma insieme cancelleremo questa vergogna”.
Hussam Abu Safiya
L’avvocata Geed Qassem ha visitato il dott. Abu Safiya nel carcere israeliano il giorno 19 marzo.
“La visita è durata soltanto 17 minuti. Ho notato che ci sono evidenti segni di torture sul corpo.
Un occhio nero e diverse rotture non curate alle costole ed alle dita”.