Può sembrare una storia buffa, inusuale e assurda, ma spesso la realtà supera la fantasia: la spontaneità della resistenza animale è un esempio per le lotte sociali e ambientali degli umani, ma soprattutto per la sinistra.

L’esempio in questo caso proviene dall’Argentina, nello specifico da Nordelta, la gated community[1] più famosa del Paese, composta da ville per ricchi in un meraviglioso paesaggio naturale a nord di Buenos Aires. Nordelta è il paradigma sovradimensionato delle gated community costruite sulle zone umide, eliminando la funzione assorbente del terreno. Quando ci sono eventi meteorologici estremi, sono i quartieri circostanti più poveri che finiscono allagati.

Da anni i movimenti ambientalisti si oppongono all’esistenza di Nordelta in quanto costruita sulle zone umide del Paraná, il secondo fiume più importante del Sud America dopo il Rio delle Amazzoni. Caso vuole che oggi sia proprio la Natura a ribellarsi contro questa cittadina costruita in nome del classismo benestante e dell’espropriazione del territorio.

Dall’agosto 2021, Nordelta è stata invasa dai capibara, conosciuti localmente come carpinchos, ovvero i roditori più grandi del mondo, con un’altezza fino a 60 cm, una lunghezza di oltre un metro e un peso fino a 60 kg. Sono animali socievoli, vivono in gruppi di 10-20 individui nelle zone umide, aree che in Argentina rappresentano il 21% del territorio e dovrebbero essere tutelate. Spesso, invece, si preferisce utilizzarle per costruire nuove residenze, esattamente come è avvenuto in questo caso. Il complesso residenziale è stato inaugurato vent’anni fa e sorge alla foce del fiume Luján. Di fatto la sua costruzione ha invaso l’habitat di questi animali.

“Non solo distruggono i giardini, ma anche i loro escrementi sono diventati un problema” – aveva dichiarato un residente al quotidiano La Nación, lamentando il fatto che i funzionari della fauna selvatica locale avevano proibito ai residenti di toccare i grandi roditori. Si dice che alcuni residenti di Nordelta abbiano risposto tirando fuori i fucili da caccia, ma molti altri argentini si sono rivolti ai social media per difendere i carpinchos.

Con un linguaggio solo in parte ironico, alcuni hanno ritratto i capibara come un’avanguardia roditrice della lotta di classe. D’altronde Nordelta un tempo era una palude in cui vivevano i capibara, in seguito espropriati per lasciar spazio a lussuosissime ville. Oggi, nell’Argentina politicamente polarizzata, i peronisti progressisti, che hanno sempre ritenuto Nordelta l’enclave di una classe superiore desiderosa di escludere la gente comune, vedono i “carpinchos peronisti del Nordelta” come dei guerriglieri pronti a tutto pur di riprendersi ciò che una volta era il loro habitat. Un esempio, quindi, di lotta di classe per i beni comuni e contro il perbenismo a tal punto da distruggere i prati ben curati, morsicare cani e causare incidenti stradali.

L’ambientalista Enrique Viale ha affermato che è stato un errore inquadrare l’afflusso di roditori come “un’invasione”, in quanto ribaltamento dei ruoli di invaso e di invasore. “È il contrario: Nordelta ha invaso l’ecosistema dei carpinchos (…) I ricchi speculatori immobiliari distruggono la Natura con il sostegno del governo per vendere ai clienti il ​​sogno di vivere allo stato brado, perché le persone che acquistano quelle case vogliono la Natura, ma senza zanzare, serpenti o carpinchos” – ha detto Viale, che insieme a molti altri sta conducendo da dieci anni una campagna affinché il Congresso approvi una legge per difendere le zone umide dallo sviluppo. Le zone umide del Paraná, che si estendono dal Nord dell’Argentina al River Plate e all’Oceano Atlantico, sono state attaccate dall’espansione urbana e dai mega-allevatori di bestiame e coltivatori di soia, in parte responsabili degli incendi che hanno distrutto vaste aree.

Quella dei “carpinchos peronisti”, dunque, non sarebbe solo una lotta di classe per la giustizia eco-sociale o un esempio di resistenza animale, ma anche una lotta contro l’opulenza, la zootecnia intensiva, le monocolture intensive e il sovvertimento dei concetti coloniali di “cura” e “riqualificazione” dell’ambiente che da sempre l’essere umano porta avanti a suo uso e consumo, tenendo fuori dal discorso l’ambiente e chi ci abita. Insomma un vero sovvertimento dell’attuale sistema di produzione e le sue conseguenze: il capitalismo.

“L’avanzata dell’urbanizzazione nelle zone umide colpisce direttamente la nostra fauna nativa. Di conseguenza, specie come il capibara sono state escluse dal suo ecosistema, come nel caso del Nordelta. È essenziale capire che prendersi cura della fauna selvatica è responsabilità di tutti e che i progressi sugli ecosistemi hanno conseguenze sulla biodiversità e sull’ambiente” – ha dichiarato il Ministero dell’Ambiente in una nota, chiedendo ai residenti di Nordelta di non ferire i capibara.

https://www.theguardian.com/world/2021/aug/22/argentina-capybaras-giant-rodents-gated-community

https://www.animalmedialibrary.it/attacco-di-roditori-giganti-o-lotta-di-classe-i-ricchi-argentini-irritati-dai-nuovi-vicini/

[1] Gated community è un gruppo di case recintate e con entrata sorvegliata